Scala dei Turchi, Sicilia

La Scala dei Turchi è una parete rocciosa (falesia) che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. È diventata nel tempo un’attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme, sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi con protagonista il commissario Montalbano scritti da Andrea Camilleri, in cui tali luoghi vengono citati (vicino è l’immaginario paese del commissario, Vigata).

La Scala è costituita di marna, una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa, avente un caratteristico colore bianco puro. Tale scogliera dal singolare aspetto si erge in mezzo tra due spiagge di sabbia fine, e per accedervi bisogna procedere lungo il litorale e inerpicarsi in una salita somigliante a una grande scalinata naturale di pietra calcarea. Una volta raggiunta la sommità della scogliera, il paesaggio visibile abbraccia la costa agrigentina fino a Capo Rossello, altro luogo legato alle gesta di Montalbano.

La Scala dei Turchi presenta una forma ondulata e irregolare, con linee non aspre bensì dolci e rotondeggianti. Il nome le viene dalle passate incursioni di pirateria da parte dei saraceni, genti arabe e, per convenzione, turche; i pirati turchi, infatti, trovavano riparo in questa zona meno battuta dai venti e rappresentante un più sicuro approdo.

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Colombia shuddered: Falcao may miss World Cup 2014

Radamel-Falcao-v-Belgium_3035731.jpg 20131114223214Monaco striker and national team of Colombia threw into confusion all in the country, after it became clear that it is likely to miss the upcoming World Cup, which will be played this summer in Brazil, according to the authoritative French edition “Le Figaro”.

The reason is that El Tigre was injured in today’s sixteenth Cup final against France Mont d’Azer. It Colombian opened the scoring in the game, but after a collision with an opposing player gets an injury in the left knee and was carried off the pitch.

Tropea, Calabria

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Questa cittadina calabrese,fiore all’occhiello della costa tirrenica, si erge a circa 60 mt.sul mare,ed è raggiungibile, grazie alla sua posizione sia dall’altopiano del Poro, dopo aver preso lo svincolodi S.Onofrio e quindi godere del suo panorama dall’alto, oppure prendendo lo svincolo di Pizzo e quindi ammirare la magnifica costa detta non a caso “degli Dei”.
E, appunto per la sua invidiabile posizione è anche possibile raggiungere la stupenda zona montana delle Serreche dista a non più di 1,30 min. e quindi godere di due elementi naturali incantevoli quali sono il mare tropeano e le montagne serresi.
Il clima è tipicamente mediterraneo temperato con prevalenza di sereno e rari periodi di pioggia o burrasche.

Tropea in giro per la città

Tropea mette subito in risalto all’occhio di chi la guarda la sua naturale bellezza caratterizzata dal fatto di essere adagiata su una splendida ed imponente roccia di tufo a picco sul mare e dal suo magnifico panorama marino di cui si può godere dalle stupende terrazze in parte naturali di cui essa dispone.
Un paesaggio che racchiude altre piacevoli sorprese visitando la piccola ma attraente e misteriosa cittadina sul tirreno.
Il centro storico di Tropea non ha bisogno di precise indicazioni topografiche che scandiscano vie, piazze, perché è tutto li, a portata di mano, pronto a coinvolgerti in un’atmosfera magica, ricca di arte e poesia!
E’ consigliabile comunque iniziare il percorso imboccando Via Indipendenza al cui inizio, sulla destra, vi è il Palazzo dei Conti Gabrielli. La via è fiancheggiata da negozi che meritano di essere visitati: si va dall’artigianato locale, ai negozi di prodotti tipici, alle boutique di abbigliamento! Si accede poi, alla Piazza Ercole(mitico fondatore di Tropea)?; sulla destra vi è l’antico Sedile dei Nobili, ora sede comunale nel piano superiore e Pro Loco nel piano inferiore. Al centro della piazza vi è il monumento al filosofo Pasquale Galluppi.
Proseguendo per Via Roma si arriva in Piazza del Duomo con la bella Cattedrale romanico-normanna.
Uscendo dal Duomo e andando verso la zona absidale ci si trova in una bella piazzetta panoramica sotto la quale si apre il piccolo ma suggestivo porto turistico. Si accede cosi’ in Largo Galluppi; splendida piazza a forma rettangolare con un affaccio panoramico tra i più suggestivi.
Numerosi sono i palazzi signorili che fiancheggiano la piazza. In fondo vi è l’ex convento dei Minimi di S. Francesco, ora Liceo Scientifico “Fratelli Vianeo” con a fianco la Chiesa seicentesca di S. Francesco (ora chiusa al culto).
Da qui si passa nel largo Padre di Netta su cui si affaccia Palazzo Giffone, la Chiesa del Gesù con l’annesso Convento in passato ed anche in un futuro prossimo sede del Comune. Di fronte alla Chiesa, sorge Palazzo d’Aquino in cui ebbe i natali il filosofo Pasquale Galluppi.
Da qui attraverso un vicoletto si accede sul corso dove, dopo le ore trascorse sulla spiaggia, in serata esplode tutto il turismo tropeano e della zona, in fondo al corso poi vi è uno dei più bei panorami mai visti rappresentato da un mare stupendo e sulla sinistra dal maestoso scoglio su cui sorge la Chiesa dell’Isola.
Da qui attraversando un vicoletto si arriva alla piazzetta del cannone dove ci si può rilassare veramente bevendo qualcosa in uno dei bar con la vista più bella del luogo.
Eccoci quindi arrivati in Largo Vaccari che ci traghetta direttamente sulla Via che contraddistingue la parte nuova della cittadina “Via Libertà” che una volta era piena di baracche ed ora sorgono case dignitose e negozi di ogni tipo.
Ritornando al punto di partenza della nostra breve escursione in Via Libertà,abbiamo lasciato un piccolo spazio per descrivervi la Via che più rappresenta la prima Tropea fuori dalle Porte delle mura(Porta Vaticana e Porta Nuova) stiamo parlando del “Borgo” che ha conservato tutta la primitiva bellezza urbanistica e la semplicità delle case a schiera addossate una all’altra come per reciproca difesa. Il Borgo “ammunti” e il Borgo “abbasciu ” erano le zone artigiane. Qui’ vi abitavano gran parte delle maestranze locali(mastri muratori,tintori, tessitori ecc…).
La parte alta per es. era caratterizzata da innumerevoli forge dove abili maniscalchi dall’alba, soprattutto la domenica, iniziavano il loro martellante lavoro.
L’ultima forgia la si poteva vedere fino a qualche tempo fa, ora hanno ceduto il posto a negozietti di ceramiche certamente belli ma sicuramente meno affascinanti.

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Capri

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L’isola è, a differenza delle vicine Ischia e Procida, di origine carsica. Inizialmente era unita alla Penisola Sorrentina, salvo essere successivamente sommersa in parte dal mare e separata quindi dalla terraferma, dove oggi si trova lo stretto di Bocca Piccola. Capri presenta una struttura morfologica complessa, con cime di media altezza (Monte Solaro 589 m e Monte Tiberio 334 m) e vasti altipiani interni, tra cui il principale è quello detto di “Anacapri”.
La costa è frastagliata con numerose grotte e cale che si alternano a ripide scogliere. Le grotte, nascoste sotto le scogliere, furono utilizzate in epoca romana come ninfei delle sontuose ville che vennero costruite qui durante l’Impero. La più famosa è senza dubbio la Grotta Azzurra, in cui magici effetti luminosi furono descritti da moltissimi scrittori e poeti.
Caratteristici di Capri sono i celebri i Faraglioni, tre piccoli isolotti rocciosi a poca distanza dalla riva che creano uno spettacolare effetto scenografico e paesaggistico; ad essi sono stati attribuiti anche dei nomi per distinguerli: Stella per quello attaccato alla terraferma, Faraglione di Mezzo per quello frapposto agli altri due e Faraglione di Fuori (o Scopolo) per quello più lontano dall’isola.
A Capri non sono più presenti sorgenti d’acqua potabile. L’isola conserva numerose specie animali e vegetali, alcune endemiche e rarissime, come la lucertola azzurra, che vive su uno dei tre Faraglioni. La vegetazione è tipicamente mediterranea, con prevalenza di agavi, fichi d’India e ginestre.
I principali centri abitati dell’isola sono Capri, Anacapri, Marina Grande mentre l’altro versante marino di Capri, Marina Piccola, risulta meno abitato e ancora più soggetto al fenomeno della speculazione edilizia che ha investito tutta l’isola dai primi anni ottanta ad oggi.

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