Colombia shuddered: Falcao may miss World Cup 2014

Radamel-Falcao-v-Belgium_3035731.jpg 20131114223214Monaco striker and national team of Colombia threw into confusion all in the country, after it became clear that it is likely to miss the upcoming World Cup, which will be played this summer in Brazil, according to the authoritative French edition “Le Figaro”.

The reason is that El Tigre was injured in today’s sixteenth Cup final against France Mont d’Azer. It Colombian opened the scoring in the game, but after a collision with an opposing player gets an injury in the left knee and was carried off the pitch.

Tropea, Calabria

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Questa cittadina calabrese,fiore all’occhiello della costa tirrenica, si erge a circa 60 mt.sul mare,ed è raggiungibile, grazie alla sua posizione sia dall’altopiano del Poro, dopo aver preso lo svincolodi S.Onofrio e quindi godere del suo panorama dall’alto, oppure prendendo lo svincolo di Pizzo e quindi ammirare la magnifica costa detta non a caso “degli Dei”.
E, appunto per la sua invidiabile posizione è anche possibile raggiungere la stupenda zona montana delle Serreche dista a non più di 1,30 min. e quindi godere di due elementi naturali incantevoli quali sono il mare tropeano e le montagne serresi.
Il clima è tipicamente mediterraneo temperato con prevalenza di sereno e rari periodi di pioggia o burrasche.

Tropea in giro per la città

Tropea mette subito in risalto all’occhio di chi la guarda la sua naturale bellezza caratterizzata dal fatto di essere adagiata su una splendida ed imponente roccia di tufo a picco sul mare e dal suo magnifico panorama marino di cui si può godere dalle stupende terrazze in parte naturali di cui essa dispone.
Un paesaggio che racchiude altre piacevoli sorprese visitando la piccola ma attraente e misteriosa cittadina sul tirreno.
Il centro storico di Tropea non ha bisogno di precise indicazioni topografiche che scandiscano vie, piazze, perché è tutto li, a portata di mano, pronto a coinvolgerti in un’atmosfera magica, ricca di arte e poesia!
E’ consigliabile comunque iniziare il percorso imboccando Via Indipendenza al cui inizio, sulla destra, vi è il Palazzo dei Conti Gabrielli. La via è fiancheggiata da negozi che meritano di essere visitati: si va dall’artigianato locale, ai negozi di prodotti tipici, alle boutique di abbigliamento! Si accede poi, alla Piazza Ercole(mitico fondatore di Tropea)?; sulla destra vi è l’antico Sedile dei Nobili, ora sede comunale nel piano superiore e Pro Loco nel piano inferiore. Al centro della piazza vi è il monumento al filosofo Pasquale Galluppi.
Proseguendo per Via Roma si arriva in Piazza del Duomo con la bella Cattedrale romanico-normanna.
Uscendo dal Duomo e andando verso la zona absidale ci si trova in una bella piazzetta panoramica sotto la quale si apre il piccolo ma suggestivo porto turistico. Si accede cosi’ in Largo Galluppi; splendida piazza a forma rettangolare con un affaccio panoramico tra i più suggestivi.
Numerosi sono i palazzi signorili che fiancheggiano la piazza. In fondo vi è l’ex convento dei Minimi di S. Francesco, ora Liceo Scientifico “Fratelli Vianeo” con a fianco la Chiesa seicentesca di S. Francesco (ora chiusa al culto).
Da qui si passa nel largo Padre di Netta su cui si affaccia Palazzo Giffone, la Chiesa del Gesù con l’annesso Convento in passato ed anche in un futuro prossimo sede del Comune. Di fronte alla Chiesa, sorge Palazzo d’Aquino in cui ebbe i natali il filosofo Pasquale Galluppi.
Da qui attraverso un vicoletto si accede sul corso dove, dopo le ore trascorse sulla spiaggia, in serata esplode tutto il turismo tropeano e della zona, in fondo al corso poi vi è uno dei più bei panorami mai visti rappresentato da un mare stupendo e sulla sinistra dal maestoso scoglio su cui sorge la Chiesa dell’Isola.
Da qui attraversando un vicoletto si arriva alla piazzetta del cannone dove ci si può rilassare veramente bevendo qualcosa in uno dei bar con la vista più bella del luogo.
Eccoci quindi arrivati in Largo Vaccari che ci traghetta direttamente sulla Via che contraddistingue la parte nuova della cittadina “Via Libertà” che una volta era piena di baracche ed ora sorgono case dignitose e negozi di ogni tipo.
Ritornando al punto di partenza della nostra breve escursione in Via Libertà,abbiamo lasciato un piccolo spazio per descrivervi la Via che più rappresenta la prima Tropea fuori dalle Porte delle mura(Porta Vaticana e Porta Nuova) stiamo parlando del “Borgo” che ha conservato tutta la primitiva bellezza urbanistica e la semplicità delle case a schiera addossate una all’altra come per reciproca difesa. Il Borgo “ammunti” e il Borgo “abbasciu ” erano le zone artigiane. Qui’ vi abitavano gran parte delle maestranze locali(mastri muratori,tintori, tessitori ecc…).
La parte alta per es. era caratterizzata da innumerevoli forge dove abili maniscalchi dall’alba, soprattutto la domenica, iniziavano il loro martellante lavoro.
L’ultima forgia la si poteva vedere fino a qualche tempo fa, ora hanno ceduto il posto a negozietti di ceramiche certamente belli ma sicuramente meno affascinanti.

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Capri

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L’isola è, a differenza delle vicine Ischia e Procida, di origine carsica. Inizialmente era unita alla Penisola Sorrentina, salvo essere successivamente sommersa in parte dal mare e separata quindi dalla terraferma, dove oggi si trova lo stretto di Bocca Piccola. Capri presenta una struttura morfologica complessa, con cime di media altezza (Monte Solaro 589 m e Monte Tiberio 334 m) e vasti altipiani interni, tra cui il principale è quello detto di “Anacapri”.
La costa è frastagliata con numerose grotte e cale che si alternano a ripide scogliere. Le grotte, nascoste sotto le scogliere, furono utilizzate in epoca romana come ninfei delle sontuose ville che vennero costruite qui durante l’Impero. La più famosa è senza dubbio la Grotta Azzurra, in cui magici effetti luminosi furono descritti da moltissimi scrittori e poeti.
Caratteristici di Capri sono i celebri i Faraglioni, tre piccoli isolotti rocciosi a poca distanza dalla riva che creano uno spettacolare effetto scenografico e paesaggistico; ad essi sono stati attribuiti anche dei nomi per distinguerli: Stella per quello attaccato alla terraferma, Faraglione di Mezzo per quello frapposto agli altri due e Faraglione di Fuori (o Scopolo) per quello più lontano dall’isola.
A Capri non sono più presenti sorgenti d’acqua potabile. L’isola conserva numerose specie animali e vegetali, alcune endemiche e rarissime, come la lucertola azzurra, che vive su uno dei tre Faraglioni. La vegetazione è tipicamente mediterranea, con prevalenza di agavi, fichi d’India e ginestre.
I principali centri abitati dell’isola sono Capri, Anacapri, Marina Grande mentre l’altro versante marino di Capri, Marina Piccola, risulta meno abitato e ancora più soggetto al fenomeno della speculazione edilizia che ha investito tutta l’isola dai primi anni ottanta ad oggi.

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CinqueTerre

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Un territorio in cui mare e terra si fondono a formare un’area unica e suggestiva. Diciotto chilometri di costa rocciosa ricca di baie, spiagge e fondali profondi, sovrastata da una catena di monti che corrono paralleli al litorale. Terrazzamenti coltivati a vite e a olivo, il cui contenimento è assicurato da antichi muretti a secco.
Un patrimonio naturalistico di grande varietà. Sentieri e mulattiere dai panorami mozzafiato. Cinque borghi: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, che si affacciano sul mare. Un ambiente in cui il lavoro secolare di generazioni ha trasformato un territorio inaccessibile in un paesaggio di straordinaria bellezza. Un’Area Marina Protetta e un Parco Nazionale che ne tutelano l’assoluta unicità. Queste, in sintesi, le Cinque Terre, dichiarate dall’UNESCO fin dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

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La casa di Giulietta

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La casa di Giulietta
Luogo dell´azione di Shakespeare

La casa di Giulietta con il più famoso balcone del mondo è una delle attrazioni principali di Verona. Un gran numero di persone si affaccia attraverso lo stretto portone ad arco nel cortile interno, ammira e scatta fotografie del balcone, e coppie di ogni età giurano qui eterna fedeltà, in ricordo del romanzo shakespeariano “Romeo e Giulietta”.

E tutto ciò nonostante i due protagonisti non sono mai realmente esistiti e William Shakespeare non visitò mai in vita sua Verona. Eppure Verona rimane inseparabilmente legata al destino dei due amanti. Per aver qualcosa da offrire alle numerose coppie innamorate, che vengono a Verona ogni anno, la città comprò nel 1905 l´odierna casa di Giulietta dalla famiglia Dal Capello e la dichiarò, vista la similitudine dei nomi, sede della famiglia Capuleti – nacque così un´attrazione turistica.
Sulle tracce di Romeo e Giulietta

Entrando nel cortile interno della casa di Giulietta, verrete per prima cosa sorpresi da migliaia di piccoli foglietti, che coprono le pareti dal suolo fino al soffitto. Secondo l´opinione popolare, chi scrive un giuramento d´amore insieme al suo partner, attaccandolo alla parete, sarà eternamente felice e fedele al suo partner. Anche chi tocca il seno destro della statua di Giulietta, creata da Nereo Constantini ed eretta nel piccolo cortile, sarà fortunato e potrà conquistare il cuore della persona amata.

La casa di Giulietta, però, non è soltanto luogo della celebre storia d´amore, ma ha molto altro da offrire: La casa affascina per il suo stile gotico, risalente al XIV secolo. Nelle singole stanze e sale si trovano numerosi pezzi d´esposizione, risalenti al tempo di Romeo e Giulietta e presentano al visitatore una buona immagine della vita nella Verona di allora.

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Pompei

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Pompei sorge su un altopiano di formazione vulcanica, sul versante meridionale del Vesuvio, a circa 30 metri sul livello del mare ed a breve distanza dalla foce del fiume Sarno, in una suggestiva posizione, decantata in epoca romana anche da Seneca. La mancanza di sorgenti o corsi d’acqua sull’altopiano impedì il suo popolamento nelle epoche più remote, anche se nel corso dell’ VIII secolo a. C. nella vicina valle del Sarno si erano formati alcuni insediamenti , come testimoniano numerose tombe a fossa. La popolazione che fondò Pompei era sicuramente osca, ma è dubbio se il nome stesso della città derivi dal greco o dall’osco. La fortuna della città fu sin dall’inizio legata alla sua posizione sul mare, che la rendeva il porto dei centri dell’entroterra campano, in concorrenza con le città greche della costa. Naturalmente l’osca Pompei non poteva sottrarsi all’influenza greca, che si estendeva nel golfo di Napoli fino alla penisola sorrentina, includendo anche le isole di Capri e Ischia. L’egemonia greca sulla costa campana venne però ben presto minacciata dall’avanzare prepotente di una nuova, formidabile potenza: quella degli Etruschi, che conquistò anche Pompei, risale infatti a quel periodo il Tempio di Apollo e le Terme Stabiane. Contemporaneamente, però dovette cominciare una lenta ma inarrestabile discesa delle popolazioni sannitiche provenienti dalle zone montane conquistando nel corso del V secolo a.C. tutta la Campania, ad eccezione di Neapolis e la unificarono sotto il loro dominio. Pompei dovette subire notevoli trasformazioni urbanistiche ed architettoniche, nel compiere le quali i Sanniti non riuscirono a prescindere dall’influenza greca. Finalmente, nel II secolo a.C. col dominio di Roma sul Mediterraneo che facilitò la circolazione delle merci, la città conobbe un periodo di grande crescita a livello economico, soprattutto attraverso la produzione e l’esportazione di vino e olio. Questo stato di benessere si riflette in un notevolissimo sviluppo dell’edilizia pubblica e privata: furono realizzati in questo momento il Tempio di Giove e la Basilica nell’area del Foro, mentre a livello privato una dimora signorile come la Casa del Fauno compete per la grandezza e magnificenza. La situazione economica restò florida per molto tempo e furono creati nuovi importanti edifici pubblici, come l’Anfiteatro e l’Odeon. L’età imperiale si apre con l’ingresso a Pompei di nuove famiglie filoaugustee della quale sono un chiaro esempio l’Edificio di Eumachia e il Tempio della Fortuna Augusta.
Nel 62 d.C. un disastroso terremoto provocò gravissimi danni agli edifici della città gli anni successivi furono impiegati nell’imponente opera di ristrutturazione,ancora in atto al momento della fatale eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C.,quando Pompei fu seppellita completamente e definitivamente da una fitta pioggia di lapilli.

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Piazza di Spagna

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PIAZZA DI SPAGNA
Piazza di Spagna a Roma, con la scalinata di Trinità dei Monti, è sicuramente uno dei monumenti più celebri della capitale e dell’intera penisola, quasi un simbolo dell’italianità stessa. La scalinata di Trinità dei Monti si rivela poi una meravigliosa passerella per le sfilate di moda che qui si svolgono frequentemente. Uno degli eventi più celebri in questo senso è Donna sotto le stelle, manifestazione di moda e di spettacolo che coinvolge stilisti di fama internazionale e personaggi famosi del cinema e della televisione.

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Alberobello in Puglia

Alberobello ( in dialetto Iarubedd ) è un Comune della collina murgiana della Regione Puglia in provincia di Bari, di circa 10.000 abitanti, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1996; sorge nella Valle d’Itria e si trova in posizione equidistante tra il Mar Adriatico e il Mar Ionio. Sul colle orientale vi è la città nuova con caratteristiche architettoniche moderne, sull’altra sommità, disposta ad occidente, s’allineano i “Trulli” in un agglomerato urbano suddiviso in due Rioni: “Monti” e “Aia Piccola”, entrambi monumento nazionale.

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I “Trulli” sono un esempio architettonico di valore universale, in quanto costituiscono una testimonianza unica, o quantomeno eccezionale, di una civiltà o una tradizione culturale scomparsa e offrono un esempio di un tipo di costruzione o di complesso architettonico che illustra un periodo significativo della storia umana.

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Positano

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Varie sono le leggende su Positano, diverse le sue possibili origini, da Poseidone, dio del mare secondo i greci, che l’avrebbe fondata per la sua amata, Pasitea, ai Fenici o i Picentini.

Passata dalle mani dei Romani a quelle della Repubblica di Amalfi, Positano attraversò un periodo fiorente per i numerosi traffici marittimi con tutti i paesi mediterranei.

In seguito, gli Angioini e gli Aragonesi portarono la cittadina ad un periodo di saccheggiamenti e incursioni di pirati, infatti le torri di guardia costruite per difendersi, sono ancora ben visibili nelle contrade di Fornillo, Trasita e Sponda.

Di qui, Positano attraversò periodo alti e bassi, ma i commerci marittimi continuavano e fu proprio tra il XVI e il XVII secolo che le navi positanesi iniziarono a commerciare con l’oriente spezie, sete e varie merci preziose.

Certo è che solo dal dopoguerra in poi la città ha avuto la sua ascesa… politici, artisti, letterati e scrittori venivano a Positano attratti dalle sue mille bellezze, dai panorami, dalle sue caratteristiche case e dalla vita rilassante e tranquilla vita che vi si svolgeva.

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Le Castella, Calabria

Le Castella (KR)

ISOLA CAPO RIZZUTO (Crotone). Le apparizioni di Ulisse, Enea e le sirene.
Aleggia anche intorno a Le Castella il mito, ma è la storia millenaria di gloria e sventure . L’origine de Le Castella si perde nel tempo cosi come è circondata dal mistero la presenza, attestata fino al Cinquecento, di tre o due isolette non lontane dalla terra ferma, in una delle quali, quella denominata Calipso o Ogigia, la dea omerica avrebbe trattenuto per lungo tempo l’eroe dei mari Ulisse.
Scrive a tale riguardo Plinio: “…..Promontorium Lacinium, cuius ante oram insula X milia passuum a terra Dioscoron, altera Calypsus, quam Ogigiam appellasse Homerus exstimatur” (Plinio, Historiae Mundi libri XXXVII). Ma la vera storia del luogo è quella legata al Castello, un edificio che è stato ed è ancora oggi il baricentro di tutte le vicende di questo meraviglioso pezzo di Calabria.
Anche l’origine del nome è tuttavia incerta. Sembra che Annibale, incalzato dagli eserciti romani è costretto a un repentino ritorno in patria, abbia fatto costruire, là dove ora sorge il possente monumento aragonese una sorta di accampamento (o una torre di vedetta) intorno alla quale sarebbe più tardi nato il borgo a opera di sbandati, mercanti, trafficanti vari che nell’antichità seguivano gli eserciti per vendere o battere le proprie cianfrusaglie. Il toponimo appare per la prima volta in un trattato stipulato nel 304 a.C. tra Roma e Taranto alla fine di stabilire i limiti di navigazione per le rispettive flotte.
I tarantini vi avrebbero quindi costruito una torre che più tardi dovette suggerire ad Annibale, che aveva tanti amici tra i Bruzi sempre insofferenti dell’egemonia romana, l’idea di utilizzarla rafforzandola e forse ampliandola, come posto di vedetta. Da qui l’appellativo Castra Hannibalis, riportato anche dal Barrio (De antiquate et situ Calabriae), assegnato per un certo periodo alla postazione. Dopo l’avventura annibalica, i Romani, cosi narra Titio Livio, per motivi strategici fecero sbarcare sul posto circa tremila coloni e chiamarono il luogo Castra. Ancora una volta motivi di difesa, di controllo marittimo segnavano il destino della contrada e cosi sarebbe stato per gli anni a venire.
Nei secoli IX- XI Le Castella fu occupata dagli Arabi che avevano creato un emirato nella vicina Squillace ed avevano quindi tutto l’interesse di controllare l’intero golfo. Cessata in parte la minaccia araba, Le Castella diventa piano piano un popoloso borgo sul quale vengono erette anche due chiese: quella di Santa Maria e l’altra di San Nicola dipendenti dall’Abazia di Santa Maria della Matina in San Marco. Si ha notizia poi che intorno al 1251 a Castella erano presenti pubblici ufficiali quali giudici e notai, segno evidente questo di un’attiva vita commerciale e sociale.
Ma la serenità e la laboriosità dei suoi abitanti vengono turbate in modo grave durante la feroce guerra tra Angioini ed Aragonesi che ebbe come corollario anche l’assedio e il conseguente saccheggio de Le Castella da parte dell’ammiraglio Ruggiero di Loria che militava per il re Giacomo d’Aragona (1290). Inutile fu la resistenza dei borghigiani rimasti fedeli a Pietro Ruffo conte di Catanzaro. Qualche anno dopo Le Castella assistette a un altro clamoroso scontro fra le truppe di Guglielmo Estendard, comandante delle truppe angioine in Calabria e lo stesso Ruggiero di Loria accorso precipitosamente da Messina per difendere i territori minacciati dall’Estendard.

“A Le Castella, dai bastioni della fortezza, che risale al XIII secolo, si può scorgere un punto, al largo sul mare, dove la tradizione vuole fosse anticamente situata l’isola di Calipso. Oggi, in quello stesso punto, nelle calde notti di agosto, appaiono le ombre di Ulisse, di Enea e di un gruppo di sirene. Le loro figure sono rese chiaramente visibili da un alone fosforescente che le circonda durante l’apparizione”.
(F. Feslikenian “I fantasmi esistono. Storie documentate di apparizioni”, 1970)

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PRATO DELLA VALLE (Padova)

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PRATO DELLA VALLE (Padova)
Una delle più grandi e suggestive piazze d’Europa. Prato della Valle, uno dei simboli di Padova, è una grande piazza ellittica che, oltre ad essere la maggiore piazza padovana, è una delle più grandi d’Europa (88620 mq), seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. La piazza è in realtà un grande spazio monumentale.
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Il Carnevale di Venezia

ll Carnevale di Venezia  è tra i più famosi di tutto il mondo ed è un appuntamento internazionale la cui importanza si rinnova di anno in anno attraverso la partecipazione di migliaia di persone che, spinte dal desiderio di socializzare, invadono calli e campielli, in una dimensione fantastica che solo Venezia può offrire. A differenza degli altri carnevali, quello di Venezia è un grande happening che coinvolge l’intera città, e proprio da questo e dalla sua storia, partono numerose iniziative che offrono, con il divertimento e la “follia”, spettacoli, giochi e feste, insomma un’occasione unica di incontro fra persone di tutto il mondo.

Vivere il Carnevale di Venezia significa quindi partecipare alla “Festa” ed a i suoi riti: dai più antichi, quali il celebre  Il volo della colombina, ai più recenti, quali la “Festa del Gentil Foresto”. In piazza San Marco vi saranno, naturalmente, numerose occasioni per celebrare il Carnevale con balli, sfilate di maschere e il celebre teatro della “Commèdia dell’Arte”.

Tutta  la città intera sarà in festa: quattro percorsi, animati da artisti provenienti da tutto il mondo,  permetteranno ai visitatori di attraversare tutta la città in un clima di magia e partecipare così al Grande Gioco del Carnevale nella speranza di vincere il ricco primo premio, sempre divertendosi. Oltre agli spettacoli in piazza San Marco, il Carnevale di Venezia è celebre per i suoi concerti nelle chiese e per gli spettacoli teatrali della grande tradizione veneziana, e soprattutto per le magnifiche feste che si svolgono nell’ambientazione unica degli antichi palazzi veneziani.

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Sicilia, Catania

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Catania, Castello Ursino

Il nome deriva da “Castrum sinus”, ossia “castello del golfo” poiché in origine era a picco sul mare ma la colata di lava dell’eruzione dell’Etna del 1669 lo allontanò dalla costa di qualche centinaio di metri. Il Castello Ursino dall’aspetto severo e massiccio fu costruito su un altopiano circondato dal mare tra il 1239 e il 1250 dall’architetto Riccardo da Lentini per volere di Federico II di Svevia. L’imperatore amava le figure geometriche. Ne è un esempio la struttura a pianta quadrata del castello delimitata da quattro torrioni a struttura circolare del diametro di 10 metri posti ad ogni angolo e da torri semicilindriche situate a metà di ciascun lato. L’ingresso si apre ad arco acuto sul prospetto, sovrastato dallo stemma degli Svevi, un’aquila che artiglia una lepre. All’interno si ammirano opere di notevole interesse artistico. Tra queste, le strutture portanti delle varie sale ornate da eleganti volte a costoloni, da pregiati capitelli intarsiati e da grandi archi ogivali. Di ottima fattura sono le statue: Afrodite di stampo ellenistico, il Torso di Eracles risalente al quarto secolo a.C., e i Gladiatori, rilievo romano su lava. Il castello fu residenza dei reali Aragonesi nel XIV sec. Verso la metà del Settecento venne circondato da imponenti mura a scopo difensivo e, in seguito, modificato nella parte meridionale secondo l’impronta rinascimentale. Nel 1837 fu trasformato in prigione. Oggi, restaurato ed illuminato in modo suggestivo, è sede del Museo civico e la sua pinacoteca ospita mostre d’arte.

Sicilia, Siracusa

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Siracusa, Castello Maniace

Un appuntamento imperdibile per chi ama le costruzioni militari è il Castello Maniace. Sorge all’estremità dell’isola di Ortigia e fu edificato nella prima metà del XIII sec. dall’architetto di fiducia di Federico II Riccardo da Lentini, a cui si deve anche il Castello Ursino di Catania. In pietra arenaria, deve il suo nome a quello del generale bizantino che nel 1038 difese Ortigia dagli Arabi. Nonostante sia stato fortemente danneggiato dal sisma che colpì il sud est della Sicilia nel 1693 e che diede poi origine alla ricostruzione all’insegna dello stile barocco, conserva ancora integra la struttura tipica duecentesca a pianta quadrata con quattro torri cilindriche ai lati. Per accedere al castello bisogna attraversare un ponte di pietra. Lasciano senza fiato l’imponente portale ad arco ogivale di matrice islamica, rivestito di marmi policromi sormontato dallo stemma imperiale di Carlo V con ai lati le nicchie che ospitavano due arieti bronzei d’età ellenistica e l’interno, ricco di ornamenti architettonici di eccezionale bellezza e perfezione tecnica. La struttura interna presenta un unico salone coperto da venticinque campate a crociera sostenute da sottili colonne mentre quattro monumentali camini sono posti agli angoli della sala. Nel XVI sec. venne circondato da una cerchia di bastioni. Oggi i lavori di restauro e di consolidamento dell’intera cinta di fortificazioni consentono l’allestimento di mostre ed eventi culturali nel suggestivo scenario del Piazzale d’Armi.

Roma

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FONTANA DI TREVI (Roma)
La fontana di Trevi è una fontana imponente eretta come terminazione e mostra celebrativa del restauro di un antico acquedotto romano. La più bella e maestosa delle tante fontane che abbelliscono Roma. Sino da’ tempi di Agrippa quivi sbucciava l’Acqua Vergine da tre bocche, dalle quali trasse il suo none; ma l’acquidotto essendo stato rovinato dai barbari, la città fu priva di queste acque sino a’ tempi di Nicola V e di Sisto IV, che cominciarono a ristabilire gli acquidotti, e terminati furono di Pio IV nel 1560, ma l’acqua ne sortiva in modo semplice e campestre.

Firenze

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PONTE VECCHIO (Firenze)
Il Ponte Vecchio di Firenze è il ponte più antico della città di Firenze. Attraversa il Fiume Arno nel suo punto più stretto, ed è un vero e proprio simbolo di Firenze. Ogni giorno il ponte si affolla infatti di turisti di tutto il mondo. Il Ponte Vecchio fu costruito nel 1345 da Taddeo Gaddi (secondo il Vasari) oppure da Neri di Fioravante, ed è l’unico ponte di Firenze che non è stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Pisa

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TORRE DI PISA (Pisa)
La torre di Pisa costituisce uno dei monumenti italiani più affascinanti e noti in tutto il mondo, ammirata per la notevole eleganza della sua struttura architettonica, oltre che per la straordinaria pendenza. Entro la cella campanaria, sono sette campane databili dal sec. XVII al XIX; qui Galileo effettuò i suoi esperimenti intorno alla caduta dei gravi; suggestivo il panorama sulla città e il territorio.

Milano

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GALLERIA VITTORIO EMANUELE II (Milano)
La Galleria Vittorio Emanuele II di Milano è un passaggio coperto (o galleria commerciale) che collega piazza della Scala e piazza Duomo tra loro e con due strade (via Silvio Pellico e via Ugo Foscolo) tramite due corti bracci perpendicolari all’asse principale. Fu progettata dall’architetto Giuseppe Mengoni e venne realizzata a partire dal 1865 in uno stile eclettico, con grottesche, cariatidi, lunette e lesene, tipico della seconda metà dell’Ottocento milanese. Le statue che la decorano sono dello scultore milanese Pietro Magni.

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